02/04/2025

Milano Art Week: una Susan Sarandon “da togliere il fiato” per Fabrizio Ferri

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 02/04/2025 Aggiornato il 02/04/2025

È stata presentata a Milano BreathTaking, l'installazione ideata e realizzata dal fotografo Fabrizio Ferri. Special guest Susan Sarandon, che è una dei testimonials del progetto

Susan sarandon - Fabrizio Ferri

C’è anche un pizzico di cinema nella 9a edizione della Milano Art Week (che precede la ben più affollata Milano Design Week). La regista e artista iraniana Shirin Neshat (diventata famosa in tutto il mondo grazie al suo primo lungometraggio Donne senza uomini, vincitore del Leone d’argento per la miglior regia al 66esimo Festival di Venezia) ha appena inaugurato al PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea la sua nuova mostra Body of Evidence.

Invece al Museo di Storia Naturale potremo vedere l’installazione BreathTaking di Fabrizio Ferri, fotografo di fama internazionale che ha coinvolto testimonials di eccellenza come Susan Sarandon.

L’attrice è arrivata nel capoluogo lombardo in occasione della presentazione alla stampa.

L’arte come denuncia

Negli ultimi anni si rileva una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente, ma la strada da percorrere è purtroppo ancora molto lunga. È per questo che Fabrizio Ferri ha ideato e realizzato BreathTaking, installazione con cui denuncia l’effetto devastante delle plastiche e delle microplastiche negli oceani. Al centro dei ritratti che risultano un necessario pugno nello stomaco e che “tolgono il fiato” ritraendo alcune celebrities internazionali trasfigurare da rifiuti plastici. I nomi? Helena Christensen, Misty Copeland, Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Gala Gonzalez, Julianne Moore, Bridget Moynahan, Carolyn Murphy, Isabella Rossellini, Susan Sarandon e Naomi Watts. L’installazione evoca la vulnerabilità degli ecosistemi acquatici, tra chiodi di ferro grezzo, una bara di vetro colma d’acqua di mare e cuffie realizzate per l’occasione da Marina Abramovich.

BreathTaking, che potrete visitare dal 2 al 27 aprile, è promosso dal Comune di Milano-Cultura, prodotto da Nobile Agency e dal Museo di Storia Naturale in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e realizzato grazie a Euromobiliare Credem.

La parola a Susan Sarandon

«Sono felice di essere qui, in questa bella città per parlare di un progetto di ampio respiro ovvero una mostra che affronta un problema del mare che alla fine si riversa verso noi umani» – spiega l’attrice Susan Sarandon durante la conferenza stampa – «Il mare e gli oceani sono l’inizio dell’umanità e le nostre vite sono strettamente collegate ad essi e dobbiamo iniziare una conversazione sulla plastica affinché si affronti questo problema che rischia di travolgerci. Non ci sono infatti piani per ridurre la produzione di plastica, bensì per produrne di più».

E continua: «Chiediamo un cambiamento, dobbiamo pensare a un nuovo sistema che possa essere una valida alternativa al capitalismo, che usa i ceti inferiori e sta portando alla sparizione del ceto medio. Dobbiamo lavorare facendo una sorta di censimento dei problemi che ci sono». Poi sul fatto di essere una donna che ha sempre combattuto per i suoi ideali dice: «Non posso fare a meno di essere coraggiosa, è importante farsi sentire attrraverso tutte le piattaforme possibili, anche se il prezzo da pagare è alto. Non bisogna farsi paralizzare, non possiamo permetterci il lusso di mollare».