Milano Fashion Week A/I 2025-2026: dimensione urbana
La città torna ad essere fonte di ispirazione per i designer, come ci dimostrano alcune collezioni Autunno/Inverno 2025-2026 presentate durante la Milano Fashion Week
Negli ultimi anni ci si è un po’ disinnamorati della dimensione cittadina e in molti hanno deciso di andare a vivere in provincia, magari in mezzo al verde.
Questo però non vuol dire che la città abbia perso la sua capacità di catalizzare energie, dare sempre nuovi stimoli e ispirare.
Ce lo dimostrano alcune collezioni Autunno/Inverno 2025-2026 presentate in anteprima durante la Milano Fashion Week, che ne tirano fuori i lati più affascinanti, suggestivi e creativi traducendoli in capi destinati a diventare dei must have.
Guardando fuori dalla finestra
Si intitola Window into the Future and Light la collezione Autunno/Inverno 2025-2025 di Maryling che, come si può intuire, vuole essere un omaggio all’arte delle finestre come portali di luce. È una collezione che cattura l’essenza del giorno e della notte, riflettendo i contrasti dei paesaggi urbani e degli interni intimi, proprio come la magia cinematografica di Midnight in Paris. Il film di Woody Allen non è l’unica fonte di ispirazione: lo sono anche artisti iconici come Brassai, Marcel Duchamp e Richard Diebenkorn. Come si traduce tutto questo? Le forme tipiche di Maryling vengono celebrate nella stratificazione di cappotti doppiopetto o lunghi con cintura, come negli abiti fantasia (anch’essi lunghi) sia nelle pesanti trame verdi che nei sofisticati toni del cioccolato, del cammello e delle calde tonalità dei grigi moka e terracotta. La palette cromatica è ampia e comprende anche il rosa scuro, pesca, marrone e rosso, con riflessi di blu fresco e toni argentati.
Milano mon amour
Invece Blazé Milano ha immaginato la sua donna durante una giornata nel capoluogo lombardo: dall’interno di un appartamento dalle caratteristiche tipiche del ‘900 italiano, mentre fuori dalle finestre esplode il foliage autunnale, alle sue passeggiate in città. Anche in questo caso ci si nutre di suggestioni cinematografiche: il brand ha infatti pensato, tra le altre cose, all’aplomb di Tilda Swinton nel film Io sono l’amore di Luca Guadagnino girato per buona parte nella Villa Necchi Campiglio, che è sinonimo di quella Milano riflessiva che dietro ad una architettura razionalista nasconde i vezzi e le umane vanità. La donna Blazé Milano indossa così, con la blusa Camarillo, dei pantaloni dritti con stampa floreale che guarda all’Art Nouveau. Altri capi must have? La maxi longuette in moiré con trama jacquard verde marino e il Queenie bolero con allacciatura a doppio petto a dieci bottoni in un bouclé di lana dai riccioli multicolori arancio, bordeaux e mostarda. A proposito di colori: la collezione si tuffa anche nei toni avvolgenti della scala dei marroni, cammello e cioccolato, fino al verde lime.
È invece una Milano più pop, colorata e se vogliamo anche più eccentrica quella raccontata da Khrisjoy con la sua collezione A/I 2025-2026, che reinterpreta l’iconico piumino milanese con un’estetica audace e sperimentale, mescolando funzionalità e couture. Il brand esplora volumi trasformabili, materiali ibridi e un’esplosione cromatica con stampe psichedeliche e dettagli sartoriali innovativi. Uno splendido inno alla personalità e all’energia urbana (tutto da indossare), dove il colore e la ribellione diventano un mindset.
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